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pumpit95 founder


  Età : 13 Registrato il : 03/01/08 Messaggi : 1087 Località : città di castello
| Oggetto: Re: TECNICHE GEERALI Mer Gen 16, 2008 8:21 pm | |
| ciao _________________
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|  | | Avril admin


  Età : 12 Registrato il : 07/01/08 Messaggi : 684 Località : Konoha
| Oggetto: Re: TECNICHE GEERALI Mer Gen 16, 2008 8:30 pm | |
| qnt tecniche..bravo...cmq CIAO!! _________________ Io sono un vendicatore...pur di ottenere il potere affiderei il mio corpo al diavolo . Sono i nostri legami a renderci deboli .. perchèquesta volta per un mio capriccio perderete tutti la vita. Pfff l'amicizia non è nulla!!  |
|  | | NARUTO LA VOLPE! moderatore


  Età : 12 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 407 Località : MESSINA
| Oggetto: Tecnica del Loto Iniziale Gio Gen 17, 2008 7:17 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Omote Renge Nome della tecnica in italiano: Tecnica del Loto Iniziale Tipo di arte: Taijutsu Può essere utilizzabile da: Fino ad ora l’unico ninja capace di usare questa tecnica sono stati il genin Rock Lee e il suo maestro, nonché junin, Maito Gai, entrambi del Villaggio della Foglia di Konoha. Descrizione Accurata: Quasi tutti i fan della serie di Naruto, ma in maniera particolare quelli che adorano alla follia il personaggio di Rock Lee sapranno bene che quasi tutte le tecniche possedute da questo giovane e potentissimo ninja si basano sui “Loti”. Il ramo dei “Loti” non è altro che una tipologia molto raffinata di attacchi devastanti da utilizzare grazie all’arte del Taijutsu. Moltissime di queste tecniche erano state già da molto tempo concepite e perfezionate dal genio di Gai Maito, insegnante di Rock Lee, nonché una sorta di padrino e di tutore. Ricordiamo che Rock Lee, nonostante la sua grande potenza, ha purtroppo dei gravissimi limiti che gli stavano per impedire di raggiungere il primo traguardo nelle tappe essenziali di un ninja; questo traguardo era rappresentato dal diploma per diventare genin. Il giovane è in realtà uno shinobi, ovvero una persona che geneticamente, non può fare affidamento in alcun modo sul Chakra mentale, il flusso di energia della psiche, che nasce al nostro interno e che può essere richiamato attraverso una serie di sigilli creati con una sequenza più o meno rapida e lunga di posizioni delle mani che, allo stato attuale sono dodici e rappresentano i segni zodiacali cinesi. Il ragazzo, quindi, imparò immediatamente delle abilità che potevano essergli fatali e quindi proibite; d’altro canto, poi, Gai Maito era certo delle competenze del suo allievo e non ebbe paura a dotarlo di un simile potere.
Tra le varie tecniche di questa difficilissima via, c’era, per l’appunto la Tecnica del Loto Iniziale, traduzione piuttosto fedele dell’originale giapponese che si chiama Omote Renge. C’è da dire, a questo punto, che Gai Maito, sebbene conosca questa tecnica (infondo Rock Lee dimostra di non essere un allievo molto “originale” nel senso che tutte le abilità che riesce ad apprendere sono frutto degli insegnamenti del suo maestro e tutto questo a differenza del suo compagno Naruto Uzumaki il quale, invece, pare divertirsi parecchio con le tecniche del Chakra mentale e fisico!) assieme a moltissime altre del Loto, è comunque capace di usare il Nin Jutsu ed il Genjutsu (Rock Lee è uno shinobi, ma lui no!), ma nonostante tutto questo egli continua a reputare il Taijutsu l’arte migliore per un ninja. Per quanto concerne, invece, l’esecuzione, della Tecnica del Loro Iniziale essa risulterà, come è lecito, del resto, aspettarsi, estremamente rapida e precisa.
L’utilizzatore che intende sfruttare la grande potenza della Tecnica del Loto Iniziale deve assolutamente aprire la prima porta del Chakra, ovvero quella dell’apertura. A questo punto tutto attorno a Rock Lee (o a Gai Maito) si formerà una sorta di fuoco fatuo di colore violastro. A questo punto Rock Lee (o Gai Maito), useranno le loro bende, che sono applicate alle braccia e alle mani come sistema “limitativo” della propria energia, per poter “prendere” il nemico e rigettarlo per terra non appena avrà raggiunto un’altezza accettabile. La violenza dell’impatto sarà talmente grande che potrebbe benissimo provocare una voragine nel terreno. Inutile dire che per eseguire correttamente La Tecnica del Loto Iniziale ciò che è più importante è la forza nelle gambe. Se analizziamo bene tutte le Tecniche provenienti dalla Via del Loto, ci accorgeremmo che esse fanno affidamento, in gran parte, ai calci, più che ai pugni.
Il Loto Iniziale è una tecnica piuttosto utile ed estremamente potente, ma non sempre risolutiva in quanto la sua energia è ridotta dal fatto che per dare vita alla mossa è necessario aprire una sola porta del Chakra. Come ultima nota, ricordiamo che la Tecnica del Loto Iniziale è per ora stata usata solo dal junin Gai Maito e dal genin Rock Lee (poi diventerà chunin nel corso della seconda serie) entrambi provenienti dal Villaggio della Foglia di Konoha. Nonostante tutto questo, siccome sappiamo che la Via del Loto non è nata da Gai Maito, possiamo dedurre che, potenzialmente, anche altri ninja, in futuro, potrebbero apprendere qualche abilità della Via del Loto o sotto il patrocinio di Gai Maito oppure grazie all’intervento di un Ninja esterno. Di una cosa, però, siamo certi: la Via del Loto è, senza ombra di dubbio alcuna, una delle tipologe di Taijutsu più potenti esistenti nel mondo di Naruto Uzumaki; pare di fatti, che pochissime altre mosse siano capace di eguagliare la forza della grandissima Via del Loto. |
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| Oggetto: Assorbimento del Chakra Gio Gen 17, 2008 7:18 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Chakra Kyuushuu Nome della tecnica in italiano: Assorbimento del Chakra Tipo di arte: Taijutsu Può essere utilizzabile da: Fino ad ora l’unico ninja che è riuscito ad usare questa tecnica è stato Akado Yoroi Descrizione accurata: Il Chakra Kyuushuu è ciò che viene chiamato, nell’edizione italiana di Naruto, la Tecnica dell’assorbimento del Chakra. Esattamente come suggerisce il nome stesso, attraverso questa utilissima abilità, con la sola forza del nostro corpo (si tratta pur sempre di una tecnica facente parte l’arte del Taijutsu per cui sarebbe alquanto strano se potesse essere usata con la mente) è possibile prosciugare il Chakra del nostro avversario, ma non solo! Il flusso di energia fisica unito a quello di energia mentale andranno a confluire direttamente nel nostro corpo che verrà rinnovato di una nuova forza! Per poter riuscire in questa operazione, però, è necessario imporre il palmo della nostra mano su una qualsiasi parte del corpo del nostro nemico. A quel punto, con l’imposizione della mano e la nostra preparazione, si formerà una fiamma di Chakra che, però, è bene puntualizzare, non si tratta del Chakra mentale, ma solo di quello fisico che si irradia perché sta risucchiando i flussi di forza del nostro avversario. Fino a questo momento l’unico guerriero che è stato capace di usare questa portentosa tecnica è stato Akado Yoroi, ma non è escluso che vi possano essere altri valorosi guerrieri capaci di farne ricorso.
Vi è, inoltre, da aggiungere, che la capacità di risucchiare il Chakra non è tipica solo degli esseri umani, ma, addirittura può essere estremamente comune in alcuni animali che hanno innata questa abilità. Un esempio pratico sono le cimici di Shino Aburame le quali vivono proprio di Chakra per cui non fanno altro che assorbirne ovunque (in minima parte dal portatore stesso ed in maniera pressoché totale dai nemici del portatore che rimangono inevitabilmente senza energia). Dato che il Chakra è tutto per un ninja è inutile dire quanto questa tecnica, apparentemente innocua, possa essere assolutamente determinante ai fini di una probabile vittoria sul campo di battaglia. |
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| Oggetto: Tecnica dell’Harem Gio Gen 17, 2008 7:19 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Harem no Jutsu Nome della tecnica in italiano: Tecnica dell’Harem Tipo di arte: Genjutsu Può essere utilizzabile da: Fino ad ora l’unico ninja capace di usare questa tecnica è stato il genin Naruto Uzumaki del Villaggio della Foglia di Konoha Descrizione accurata: L’Harem no Jutsu, più facilmente traducibile in lingua italiana con il nome di Tecnica dell’Harem è una abilità di tipo Nin Jutsu con derivazione Genjutsu usata proprio dal protagonista della serie, ovvero Naruto Uzumaki del Villaggio della Foglia. Per prima cosa occorre specificare che questa tecnica è molto divertente e spassosa perché fa leva sulla perversione dell’avversario. Se il nemico che abbiamo di fronte è un amante delle belle donne dopo l’esecuzione della Tecnica dell’Harem non avrà speranza alcuna di riprendersi, questo è poco, ma è sicuro!
In secondo luogo va detto che la Tecnica dell’Harem è un’abilità complessa composta da due tecniche più “semplici”: una fa parte delò repertorio personale di Naruto Uzumaki, mentre l’altra è stata imparata dopo una serie molto breve di tentativi, sfruttando il rotolo sacro. Andiamo con ordine: la prima abilità si chiama Tecnica Seducente ed è una variante del Nin Jutsu della trasformazione, una tecnica estremamente semplice che viene imparata obbligatoriamente nell’Accademia dei ninja e viene chiesta spesso in sede di esame per diventare genin. La tecnica della trasformazione originale, di fatti, prevede semplicemente che il ninja (o aspirante ninja) si trasformi in un’altra persona (nella stragrande maggioranza delle occasioni nello stesso avversario oppure in una persona di cui il nemico si fida). La tecnica Seducente (o della Seduzione), invece, fa in modo che il ninja prenda le sembianze di una donna a dir poco affascinante. Questa abilità è stata inventata da Naruto Uzumaki un po’ per gioco, ma non è molto difficile tanto che persino Konohamaru la imparerà immediatamente e senza problemi (Konohamaru è un bambino ed è nipote del Terzo Hokage).
L’altra abilità è ben più difficile perché fa parte della “collezione” di Genjutsu e di Nin Jutsu persenti nel rotolo sacro costudito e si tratta della Tecnica Superiore della Moltiplicazione del Corpo; con essa il protagonista è capace di creare tantissime copie vere che non scompaiono quando vengono attaccate (per una descrizione più dettagliata di questa abilità fate riferimento alla sua scheda). Avremo modo di vedere tutta l’esecuzione della splendida Tecnica dell’Harem durante la seconda puntata del cartone animato di Naruto. Konohamaru ha appena fatto amicizia con il protagonista il quale, a sua volta gli insegna la Tecnica della Seduzione. A quel punto sopraggiunge Ebisu, anche chiamato il “maestro porcello” per via della sua assurda perversione verso le belle donne, che accusa il piccolo Konohamaru (il bimbo è sotto la sua personale tutela) di fidarsi di persone davvero poco raccomandabili come Naruto.
Naturalmente il protagonista si adira per quella affermazione e quindi sfida a duello il Junin Ebisu. Da prima il neo promosso genin utilizzerà la Tecnica della Moltiplicazione Superiore del corpo. Ebisu essendo un ninja molto esperto (le apparenze direbbero il contrario!), appare molto tranquillo e per niente sconvolto da questa abilità; egli, di fatti, sostiene di essere perfettamente capace di scovare l’originale tra tutte quelle copie (non illusioni). Naruto, ben consapevole della perversione dell’uomo, proprio mentre quest’ultimo si sta avvicinando a lui, fa uso con tutte le sue copie della Tecnica della Seduzione. Il risultato di questa combinazione di abilità? Una miriade di donne bellissime, bionde e nude che si gettano ai piedi di Ebisu il quale finisce per svenire davanti a tutte quelle forme. Lo stesso terzo Hokage, osservando la battaglia dalla sfera di vetro, dirà che quel Jutsu è potentissimo e che nemmeno lui sarebbe riuscito ad annientarlo. In effetti, se ci si pensa bene, la Tecnica dell’Harem è una delle pochissime abilità presenti nel cartone animato ad essere rimasta praticamente imbattuta. |
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| Oggetto: Tecnica della Trasformazione Gio Gen 17, 2008 7:20 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Henge no Jutsu Nome della tecnica in italiano: Tecnica della Trasformazione del Corpo Tipo di arte: Genjutsu Può essere utilizzabile da: Tutti i ninja ed aspiranti ninja Descrizione accurata: L’Henge no Jutsu, la cui traduzione letterale è Tecnica della Trasformazione del Corpo è, con ogni probabilità, una delle tecniche più semplici e basilari di tutte quelle presenti nella serie televisiva del cartone animato di Naruto. Questa abilità non richiede grandissima concentrazione né un numero elevato di sigilli o posizioni di mani (soltanto una!) pertanto è veramente molto semplice poterla utilizzare fin dagli inizi. La Tecnica della Trasformazione del Corpo fa parte delle arti Genjutsu, ovvero quelle arti che sfruttano le illusioni e gli inganni per sviare il nemico, confonderlo ed attaccarlo in un secondo momento. Solitamente fanno ricorso a questi tipi di tecniche solo i guerrieri poco esperti o coloro i quali non amano molto mostrarsi durante un duello preferendo un approccio più mimetico sul campo di battaglia. La Tecnica della Trasformazione del Corpo prevede che si utilizzi il chakra mentale per poter creare una sorta di miraggio; il nostro corpo si trasforma ed assume immediatamente, in una nuvola di fumo, le sembianze di un’altra persona anche totalmente diversa da noi (ci si deve poter trasformare in qualsiasi individuo… anche se questo dovesse essere del sesso opposto o di una età ben differente dalla nostra!). A quel punto, se il processo è andato a buon fine, il Genjutsu dovrebbe permettere al ninja di cambiare la sua identità per un periodo piuttosto limitato.
E’ da tenere presente, comunque, che tale tecnica, se pur semplice, richiede che la si mantenga attraverso una, se pur piccola, concentrazione; ciò vuole dire che se per caso il ninja dovesse essere pesantemente attaccato o dovesse distrarsi per una qualsiasi ragione, allora il Genjutsu avrebbe termine ed egli tornerebbe ad avere le sue sembianze originarie. Abbiamo modo di appurare tutto ciò nel momento stesso in cui il nostro buffo e simpatico protagonista, Naruto Uzumaki, per tentare di fare colpo sulla bella Sakura Haruno, prima bloccherà Sasuke Uchiha, suo compagno, ma allo stesso tempo, eterno rivale, e solo successivamente ne prenderà le sembianze. Tutto pare andare bene fino a quando, purtroppo, il povero Naruto viene colpito da un fortissimo attacco di mal di stomaco (provocato dal latte scaduto bevuto la mattina stessa). Ciò lo costringerà a fuggire in cerca di un bagno. Se solo avesse aspettato qualche secondo in più probabilmente il dolore gli avrebbe impedito di poter mantenere attivo il Genjutsu. Oltre a questo c’è da dire che tale abilità non prevede la trasformazione in oggetti quali tronchi o altro, perché, in tal caso, non si parlerebbe più di Tecnica della Trasformazione del Corpo, bensì di Tecnica della Sostituzione, un’abilità molto semplice e basilare, ma allo stesso tempo estremamente efficace per spiazzare il nemico. In sostanza, quindi la Tecnica della Trasformazione del Corpo è davvero una delle basi per diventare ninja ed è talmente semplice da essere imparata anche dai bambini del Villaggio della Foglia di Konoha che studiano presso l’Accademia per diventare ninja. Chi non sa usare ancora questa abilità non è pronto per l’esame e quindi sarà irrimediabilmente rimandato. |
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| Oggetto: Tecnica del Portatore di Oscurità Gio Gen 17, 2008 7:21 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Koku Angyo no Jutsu Nome della tecnica in italiano: Tecnica del Portatore di Oscurità Tipo di arte: Genjutsu puro Può essere utilizzabile da: Fino ad ora l’unico ninja capace di usare questa tecnica è stato primo Hokage del Villaggio della Foglia di Konoha. Descrizione Accurata: Al mondo esistono tantissime tecniche diverse, ma quasi tutte possono essere ricondotte o nella categoria principale di Nin Jutsu oppure nelle categorie speciali delle arti proibite o delle arti Fuuinjutsu (di imposizione di Sigilli siano essi malefici o per bloccare una bestia demoniaca). Sono rarissimi, dunque, i casi in cui ci troviamo davanti ad un Genjutsu (arte di illusione dei ninja) totalmente puro come quello che deriva dalla Tecnica del Portatore di Oscurità, una fantastica abilità probabilmente di “proprietà” esclusiva del primo Hokage (nessun altro pare saperla usare né conoscerla a fondo, quindi siamo propensi che sia stata inventata da questo geniale guerriero). A questo punto molti di voi si chiederanno come sia possibile, quindi, aver visto la Tecnica del Portatore di Oscurità se il Primo Hokage era già morto sia all’inizio del fumetto che all’inizio del cartone animato. La risposta è piuttosto semplice, ma allo stesso tempo a dir poco inquietante: il Primo Hokage verrà riportato alla vita da una tecnica proibita di Orochimaru con la quale egli può richiamare a se’ due o più tombe, dalle quali egli preleverà i relativi defunti e li comanderà affinché distruggano ed annientino il loro avversario, chiunque esso sia.
I defunti, sebbene siano praticamente poco più che degli zombie, hanno comunque a disposizione tutte le tecniche che avevano appreso quando erano ancora in vita. Inizialmente Orochimaru evocherà le tombe rispettivamente del Primo Hokage, del Secondo Hokage e del Quarto Hokage, ma fortunatamente Sarutobi riuscirà a bloccare il risveglio del Quarto Hokage. Il Terzo Hokage dichiarerà che, con ogni probabilità, dei tre, il più pericoloso è proprio il Quarto Hokage! Sarà proprio in quell’occasione che avremo modo di ammirare (sfortunatamente solo una volta) la famigerata Tecnica del Portatore di Oscurità.
Vediamo, quindi, di che cosa si tratta, come la si usa e qual’è la sua corretta esecuzione. Il guerriero utilizzatore di questa tecnica fa in modo di evocare una vera e propria cortina oscura che, però, è solo una fugace illusione. Naturalmente la cortina oscura non è solo fine a se’ stessa, ma ha anche altre funzioni devastanti, tra le quali c’è l’effetto caos imposto ovunque la cortina si estenda. In poche parole, quindi, i nemici intrappolati nella cortina oscura sono incapaci di usare razionalmente i loro sensi e sono facili vittime del ninja utilizzatore. Va detto, comunque, che nonostante il raggio d’azione decisamente molto ampio della Tecnica del Portatore di Oscurità, è tecnicamente sfuggire da questa prigione fatta di ombre e di oscurità; per riuscirci, comunque, è necessaria una preparazione fisica e mentale assolutamente enorme e quindi l’unico guerriero capace di sfuggire all’abilità del Primo Hokage è proprio il Terzo Hokage. Certamente se si fosse trattato di un qualsiasi altro ninja del Villaggio della Foglia di Konoha le cose sarebbero andate molto diversamente. |
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| Oggetto: Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia Gio Gen 17, 2008 7:22 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Oboro Bun Shin no Jutsu Nome della tecnica in italiano: Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia Tipo di arte: Genjutsu puro Può essere utilizzabile da: Da ciò che sappiamo gli unici ninja capaci di usare questa tecnica sono quelli appartenenti al Villaggio della Pioggia. Descrizione Accurata: E’ da premettere che la tecnica che ci apprestiamo ad analizzare è estremamente rara ed appartiene prevalentemente, se non in forma del tutto esclusiva ai membri del Villaggio della Pioggia. Dato che non avremo grandissima occasione di incontrare questi ninja durante il corso della serie televisiva originale del cartone animato di Naruto va da se’ che anche la descrizione che ne derviverà non sarà certo delle più complete e dettagliate. La Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia anche chiamata, in lingua giapponese, Oboro Bun Shin no Jutsu, è un Genjutsu puro ed è un po’ il corrispondente della Tecnica della Moltiplicazione del Corpo del Villaggio della Foglia. Occorre, in ogni caso, fare le dovute distinzioni tra la Tecnica della Moltiplicazione del Corpo e la Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia in quanto, sebbene siano più o meno della medesima natura, c’è da dire che presentano delle notevoli differenze tra di loro.
Per prima cosa la Tecnica della Moltiplicazione del corpo prevede che il clone che deriva direttamente dal flusso di energia del Chakra mentale sia di una consistenza tipo fumo, non a caso, di fatti, quando un ninja richiama più copie, si crea una piccola cortina tra di esso. La consistenza, invece, delle copie provenienti dalla Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia è ben diversa perché, esattamente come dice il nome della abilità stessa, i cloni sono costituiti totalmente di nebbia rarefatta. Lo stesso identico processo, ricordiamo, lo abbiamo anche con la tecnica dei cloni fatti d’acqua, altra variante della Tecnica della Moltiplicazione del Corpo, ma questa volta appartenente al Villaggio della Nebbia (per ulteriori informazioni in merito fate riferimento sempre e solo alle nostre schede informative!). Va detto, comunque, che proprio perché si tratta di un Genjutsu puro, la Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia è accomunata alle altre tecniche di natura simile dal fatto che le copie basano la loro energia proprio dal flusso di forza della psiche umana, tipico del Chakra Azzurro il quale, tra le altre cose, dona energia anche per quanto riguarda tutte le tecniche del Nin Jutsu (arte generica dei Ninja), e, naturalmente anche per tutte le abilità di sigilli (Fuiinjustu) e quelle proibite.
L’efficacia della Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia, è, però, estremamente limitata per cui se si dovesse fare una sorta di classifica della potenza delle tecniche di clonazione potremo certamente sostenere che la Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia si trovi all’ultimo posto. La ragione di questa affermazione sta anche nel fatto che questa abilità, a differenza della Tecnica della Moltiplicazione del Corpo può unicamente richiamare una copia (mentre nella variante del Villaggio della Foglia di Konoha si possono evocare anche una decina di cloni, ma non di più). In comune con quest’ultima abilità, la Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia ha il fatto che le copie, essendo unicamente illusioni, non possono praticamente fare niente… nemmeno attaccare ed è anche alla luce di questo che tale jutsu viene considerato da tutti un Genjutsu puro. Ricordiamo, comunque, che esistono delle varianti estremamente più potenti, come, appunto quella del Villaggio della Nebbia che permette sì di evocare pochissime copie, ma allo stesso tempo queste stesse copie sono perfettamente in grado di attaccare l’avversario pure con un solo decimo della potenza del ninja utilizzatore.
Ovviamente la variante più potente proviene dal rotolo sacro che Naruto Uzumaki, il protagonista, aveva sottratto al Terzo Hokage perché pensava che se lo avesse fatto sarebbe potuto essere promosso genin e diplomato all’Accademia degli aspiranti ninja. Il jutsu di cui stiamo parlando è, naturalmente, la Tecnica Superiore della Moltiplicazione del Corpo; con essa il ninja utilizzatore può creare fino a centiniaia di copie che possono attaccare e che hanno la potenza uguale all’originale! Tornando alla Tecnica dei Cloni fatti di Nebbia , va detto che essa è un genjutsu puro in quanto non crea un attacco, ma unicamente una illusione. I Genjutsu sono, di fatti, delle abilità puramente illusorie per cui è errato sostenere che, ad esempio, la Tecnica della Moltiplicazione del Corpo sia una abilità di genjutsu puro dato che può essere usata anche per attaccare (fai riferimento alle varianti e alle combinazioni di attacchi di Naruto Uzumaki).
Nel caso in cui una tecnica serva solo per attaccare allora andrà sotto il nome di Nin Jutsu (arte generica dei ninja), altrimenti se ha una base di tipo “illusorio” essa verrà catalogata come Nin Jutsu di derivazione Genjutsu. Il guerriero utilizzatore di questa tecnica fa in modo di creare una copia di se’ stesso composta non solo dal Chakra Azzurro, ma anche da acqua. Tale copia potrà correre, fare finta di attaccare, ma nient’altro. Non potrà avere accesso, quindi, a nessun tipo di arma, di Nin Jutsu o di contro Genjutsu… in parole povere sarà solo una mera illusione. Alla luce di tutto questo, l’utilizzo che si può fare di questa tecnica in battaglia è estremamente limitato, specie se di deve avere a che fare con un ninja esperto e quindi capace di individuare immediatamente una copia e sbaragliarla in men che non si dica (basta, di fatti, un solo colpo, anche lieve, per poter ridurre la copia in mille gocce d’acqua!). |
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| Oggetto: Tecnica dell’incantesimo del falso sonno Gio Gen 17, 2008 7:23 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese ed in americano: Spell of the Fake Sleep Nome della tecnica in italiano: Tecnica dell’incantesimo del falso sonno Tipo di arte: Genjutsu Può essere utilizzabile da: Per adesso solo il genin Gaara del Villaggio della Sabbia nel Paese del Vento è stato capace di usare tale tecnica. Descrizione Accurata: La tecnica che ci apprestiamo ad analizzare si chiama, in lingua originale giapponese Spell of the Fake Sleep, mentre qui in Italia è conosciuta con un nome abbastanza fedele all’originale e cioè, la Tecnica dell’incantesimo del falso sonno. Il guerriero utilizzatore di questa tecnica fa in modo di… addormentarsi! Ebbene sì… pare davvero impossibile che esista al mondo una tecnica ninja che induca al sonno, ma è proprio così. L’utilizzatore, nella fattispecie Gaara, induce un sonno, che però è di tipo illusorio nel senso che per l’avversario egli sta realmente dormendo, quando non è così.
Il sonno non è un reale sonno, ma un sonno artificiale (o artificioso) che serve solo per indurre lo Shukaku a risvegliarsi, dominando, così, indisturbato, il corpo di Gaara. E’ per questa stessa ragione che la Tecnica dell’incantesimo del falso sonno fa parte dei Genjutsu, proprio perché fa erroneamente credere all’avversario che il proprio nemico è svenuto o si è addormentato nel bel mezzo del campo di battaglia, inducendolo ad abbassare la guardia e a lanciarsi con tutta la potenza addosso all’utilizzatore il quale, però, si farà trovare ben pronto ad accoglierlo, sfoderando la sua arma segreta, ovvero la donnola della sabbia che, ricordiamolo, è crudele, cattiva e oltre modo spietata! Va inoltre aggiunto che Gaara può fare uso della Tecnica dell’incantesimo del falso sonno unicamente quando è in possesso del demone della donnola.
Non è difficile, quindi, comprendere quanto questa tecnica sia assolutamente letale e pericolosa e quindi deve essere bloccata a qualsiasi costo. Come vedremo in un’altra scheda, la Tecnica dell’incantesimo del falso sonno viene sovente usata assieme alla Tecnica della Sfera fatta di Sabbia più che altro perché il risveglio del demone non è immediato e quindi, durante quel lasso di tempo l’utilizzatore potrebbe seriamente di essere colpito e quindi ferito – ricordiamoci che in questi passaggi tutto il potere della sabbia è concentrato sul risveglio dello shukaku e quindi le abilità acquisite non possono difendere l’utilizzatore. |
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| Oggetto: Eliminazione Gio Gen 17, 2008 7:24 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Cancel Nome della tecnica in italiano: Eliminazione Tipo di arte: Genjutsu Può essere utilizzabile da: Tutti i Ninja che hanno un notevole controllo sul Chakra (in linea di massima dai Junin e da alcuni Chunin promettenti) Descrizione accurata: Il Cancel è ciò che viene chiamato, nell’edizione italiana di Naruto, la Tecnica dell’Eliminazione. Anche se il nome potrebbe farcelo pensare, non si tratta certo di una abilità con la quale è possibile fare fuori un nostro avversario, quanto, piuttosto, una tecnica che elimina un’altra tecnica, ovvero quella dell’illusione. Attraverso questo sofisticato Genjutsu, di fatti, è possibile poter fare in modo che qualsiasi genere di Genjutsu volto a confondere la nostra attenzione, venga immediatamente distrutto. In una situazione molto pratica, davanti ad un ninja che utilizza la Tecnica della Moltiplicazione del corpo, l’avversario ha due possibilità: o tenta di colpire tutte le copie per individuarne l’originale (ricordate che le copie scompaiono se vengono attaccate), sprecando, però, tanto tempo, tanta energia e moltissimo Chakra, oppure, utilizzando questo Genjutsu, è possibile sprigionare una grandissima forza con la quale tutte le illusioni vengono immediatamente sbaragliate.
Nella serie del cartone animato di Naruto avremo molteplici occasioni per ammirare la Tecnica dell’eliminazione. Del trio del team sette capitanato da Kakashi Hatake, il componente che appare più portato a questa particolare abilità è proprio Sakura Haruno la quale, nonostante sia solo una genin, sa utilizzare di già questa fantastica tecnica. Il suo maestro le chiederà di eliminare delle illusioni e dei genjutsu già attivi (quello del sonno in primis) nella fase in cui il Villaggio della Foglia subirà un feroce attacco da parte degli uomini e dei seguaci di Orochimaru. |
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  Età : 12 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 407 Località : MESSINA
| Oggetto: Tecnica della Moltiplicazione Gio Gen 17, 2008 7:25 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Bushin no Jutsu Nome della tecnica in italiano: Tecnica della Moltiplicazione Tipo di arte: Genjutsu Può essere utilizzabile da: Tutti i guerrieri Descrizione accurata: Il Bushin no Jutsu è quella che si chiama la “Tecnica della moltiplicazione del corpo”. Attraverso la concentrazione è possibile creare delle copie del proprio corpo nel numero che più si desidera affinché combattano al nostro fianco. E’ altresì importante sottolineare che non va assolutamente confuso il Bushin no Jutsu con la “Tecnica superiore della moltiplicazione del corpo”. Le differenze tra le due tecniche che, a dire la verità, sembrano davvero molto simili tra di loro sono notevoli: nel primo caso, di fatti, le copie non sono altro che illusioni, nel secondo, invece, ciascun essere creato è vero ed ha la stessa consistenza materiale dell’originale. Alla luce di tutto questo, quindi, una copia creata con la semplice “Tecnica della moltiplicazione del corpo” è soggetta a scomparire, proprio per sua stessa natura, quando il nemico la colpisce, mentre le copie create con la poderosa “Tecnica superiore della moltiplicazione del corpo” possono rimanere costanti anche se vengono attaccate.
Ricordiamo, inoltre che la “Tecnica della moltiplicazione del corpo” è un Genjutsu semplicissimo e basilare che viene chiesto solitamente in sede d’esame presso l’Accademia degli aspiranti ninja del villaggio della foglia. Paradossalmente il nostro buffo protagonista non riuscirà ad utilizzare correttamente questa arte e quindi verrà bocciato, ma successivamente riuscirà a fare sua la tecnica superiore della moltiplicazione del corpo: in questo modo, quindi, il giovane Nasuto potrà iniziare la sua avventura fatta di sogni ed aspirazioni sulla difficile strada per diventare un Kage. |
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  Età : 12 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 407 Località : MESSINA
| Oggetto: Tecnica dei sessantaquattro punti della mano Gio Gen 17, 2008 7:26 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Hakke Roku Juu Yon Shou Nome della tecnica in italiano: Tecnica dei sessantaquattro punti della mano Tipo di arte: Nin Jutsu proveniente da una abilità innata (Byakugan) Può essere utilizzabile da: Tutti gli appartenenti al clan degli Hyuga. Nel cartone animato, però, viene usato da Hyuga Neiji ed Hyuga Hiashi. Descrizione accurata: Se pensate che il fantastico Byakugan possa essere usato solamente per avere una vista di 360° e guardare molto lontano, beh… vi sbagliate di grosso! Come possiamo, quindi, dedurre, la Tecnica dei sessantaquattro punti della mano può essere sostanzialmente e teoricamente imparata unicamente da un membro del clan degli Hyuga. La Tecnica dei sessantaquattro punti della mano si basa completamente sul Chakra avversario. Sappiamo che il flusso mentale ed il flusso corporeo dell’energia sono interni, ma che in alcune circostanze escono fuori (nel caso del flusso corporeo il Chakra scaturisce naturalmente, mentre nel caso del flusso mentale il Chakra viene attivato a seguito di una serie di sigilli e di posizioni delle mani). Sulla persona, di fatti, esistono dei punti, tipo passaggi, dai quali il Chakra si sprigiona e si concretizza in quelle che sono tutte le tecniche di un ninja, dalle più semplici alle più complesse. La Tecnica dei sessantaquattro punti della mano sfrutta la potente vista del Byakukan che, se ben allenato, fa in modo di individuare tutti questi sessantaquattro punti (da qui il nome della tecnica). A quel punto l’utilizzatore (nella fattispecie Neiji che in effetti sarà quello che ne farà maggiore ricorso) si scaglierà con violenza contro il nemico ed immediatamente userà un’altra tecnica chiamata Hyuga Taijutsu Style (tradotta in italiano sarebbe Tecnica dello stile Taijutsu del Clan degli Hyuga) con la quale si potranno chiudere tutti i fori dai quali fuoriesce il flusso del Chakra.
Crediamo sia superfluo sottolineare quanto questa tecnica debba essere eseguita con una rapidità a dir poco disumana perché i fori vanno chiusi quasi allo stesso momento, provocando su di essi un notevole trauma (si usano generalmente dei pugni rapidissimi). Se la combinazione di Jutsu ha l’effetto desiderato il nemico non riuscirà praticamente a fare nemmeno un passo in quanto sia il flusso corporeo che quello mentale dell’energia sono stati irrimediabilmente bloccati. Cuò vuole dire, più semplicemente, che un guerriero colpito da queste due tecniche non potrà più duellare per un bel po’ di tempo (l’effetto non è permanente, ma dura tempo a sufficienza per poter ridurre KO chiunque). In definitiva, quindi, questo Nin Jutsu da solo non può fare assolutamente nulla, ma è sempre e comunque utile perché consente di individuare immediatamente i punti deboli dell’avversario. E’ anche uno degli utilizzi più raffinati del Byakukan al quale fa ricordo Neiji Hyuga in occasione degli scontri più duri. |
|  | | NARUTO LA VOLPE! moderatore


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| Oggetto: Tecnica della rotazione del paradiso Gio Gen 17, 2008 7:27 pm | |
| Nome della tecnica in giapponese: Hakke Shou Kai Ten Nome della tecnica in italiano: Tecnica della rotazione del paradiso Tipo di arte: Taijutsu proveniente da una abilità innata (Byakugan) Può essere utilizzabile da: Tutti gli appartenenti al clan degli Hyuga. Nel cartone animato, però, viene usato da Hyuga Neiji ed Hyuga Hiashi. Descrizione accurata: Grazie alla descrizione relativa alla famosa tecnica dei sessantaquattro punti di mano abbiamo potuto constatare come il Byakugan non sia semplicemente una abilità innata che permette di poter vedere da molto lontano o a 360°, bensì una vera e propria arma invisibile da poter sfruttare a nostro completo piacimento sul campo di battaglia. Inutile dire che il Byakukan ha predisposizioni tipicamente Nin Jutsu (arte ninja in generale) peché spesso è necessario dover attivare le varie tecniche attraverso i sigilli e le posizioni delle mani. Comunque sia, per ogni regola esiste un’eccezione tant’è vero che il Byakukan può essere usato non soltanto in concomitanza del flusso mentale di un individuo, ma anche attraverso l’impatto diretto del corpo.
Per prima cosa va detto che questo Jutsu rientra in una sorta di sotto categoria chiamata “Jutsu della difesa perfetta”. In tale categoria rientrano esclusivamente quelle tecniche che comprendono la difesa perfetta. Con questo termine si indicano tutte quelle tecniche che non solo permettono all’utilizzatore di parare qualsiasi genere di attacco, ma consentono persino di fare un contrattacco estremamente forte che spesso sfrutta la stessa potenza cinetica del nostro nemico. Per questo, quindi, vengono chiamate “difese perfette” perché coadiuvano sia la difesa che l’attacco. Analizziamo, quindi la Tecnica della rotazione del paradiso in tutti i suoi dettagli. Va detto immediatamente che tale abilità, essendo un Taijutsu permette di essere usata nell’immediatezza e quindi è particolarmente utile per tutti quegli attacchi rapidi e veloci (attacchi a sorpresa o attacchi alle spalle). L’utilizzatore deve percepire in tempo il colpo, ma, incredibilmente, anziché schivarlo o bloccarlo con qualche Nin Jutsu (si può anche sfruttare la Tecnica della Sostituzione, anche se è la scelta più comune e banale di un ninja), egli attenderà che il nemico porti a termine il suo colpo micidiale. In tal modo l’avversario avrà l’illusione di essere riuscito nel suo intento ed anche il guerriero più esperto potrebbe rimanere spiazzato dalla contro offensiva che il Byakukan gli sta per riservare.
Per portare a termine correttamente l’esecuzione della Tecnica della rotazione del paradiso è necessario un perfetto tempismo, ma se ci si riesce allora gli effetti saranno a dir poco devastanti. Il possessore del Byakukan nel momento stesso in cui il colpo nemico lo ha raggiunto dovrà sprigionare immediatamente una grandissima quantità di Chakra corporeo che verrà espulso, come è logico che sia, dai passaggi (o Fori) del Chakra posti in tutto il corpo (gli stessi fori di cui abbiamo parlato nella tecnica dei sessantaquattro punti della mano. Per ulteriori informazioni riguardanti il Chakra ed i suoi relativi punti di passaggio fate sempre e solo riferimento alla nostra pagina principale!). A questo punto l’energia del Chakra unita alla potenza infinita della forza cinetica del colpo nemico consentono all’utilizzatore di iniziare a ruotare esattamente come se l’intero suo corpo si fosse trasformato in una gigantesca trottola. L’avversario, nel mentre, si troverà certamente molto vicino al ninja dotato di Byakukan (non potrebbe essere altrimenti d’altronde), per cui non solo vedrà il suo attacco andare in fumo, ma verrà immediatamente colpito da un impatto micidiale provocato dal costante roteare della trottola (da qui il nome della tecnica). In tal modo, quindi, il ninja nemico verrà scagliato lontano e permetterà, quindi, all’utilizzatore del Byakukan di terminare la mossa con tutta calma e tornare in posizione di attacco (anche se, a dire il vero, dopo essere stati colpiti in pieno dalla Tecnica della rotazione del paradiso si ha veramente poche speranze di sopravvivenza). Come è possibile comprendere da questa descrizione, dunque, la Tecnica della rotazione del paradiso è un’abilità assolutamente micidiale anche se, occorre dirlo, ha un unico grande punto debole: è praticamente inutile nel caso in cui il nemico faccia uso di armi da lancio o bianche. Ottimo ed assolutamente insuperabile nel corpo a corpo! |
|  | | Avril admin


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| Oggetto: Re: TECNICHE GEERALI Sab Gen 19, 2008 3:20 pm | |
| solo x curiosità:ma qst info l hai prese da wikipedia?? _________________ Io sono un vendicatore...pur di ottenere il potere affiderei il mio corpo al diavolo . Sono i nostri legami a renderci deboli .. perchèquesta volta per un mio capriccio perderete tutti la vita. Pfff l'amicizia non è nulla!!  |
|  | | NARUTO LA VOLPE! moderatore


  Età : 12 Registrato il : 05/01/08 Messaggi : 407 Località : MESSINA
| Oggetto: Re: TECNICHE GEERALI Dom Gen 20, 2008 4:45 pm | |
| NO NN DA WIKI |
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